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Il 2012 è stato un anno particolarmente ricco, sia per le serie che per le miniserie, ma soprattutto per quel che mi riguarda è stato un’anno in cui hanno dominato quelle british, sia come quantità che come qualità. Un anno talmente ricco che mi risulta molto difficile stilare una classfica, a parte la prima posizione (che non è mai stata in dubbio fin dai primi giorni dell’anno),  combattuto tra l’intrinseca qualità di alcuni prodotti e le emozioni che altri, meno “perfetti”, hanno saputo regalarmi e a cui per un motivo per l’altro sono affezionato.

Ma andiamo a incominciare con le posizioni dalla 10 alla 5:

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10 – Scott & Bailey – ITV

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8 – Justified – FX

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7 – Hunted – BBC

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6 – Downton Abbey – ITV

Ed ora, la Top Five con relativi commenti :

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5 – Fringe – FOX

Nell’anno che precede l’addio definitivo (che avverrà la prossima settimana) la serie creata da Abrams, Kurtzman e Orci ha mostrato ancora una volta tutte le qualità di un prodotto  che ha saputo crescere e migliorare negli anni e che, giunta al suo drammatico epilogo, può esser definita a buon diritto la miglior serie di fantascienza attualmente in circolazione. Un risultato raggiunto anche grazie ad un terzetto di personaggi ben caratterizzati ed attori versatili e capaci come John Noble, Joshua Jackson e Anna Torv. Noble in particolare per il suo “multiplo” ruolo di Walter Bishop avrebbe sicuramente meritato almeno un Emmy che gli è sempre stato negato probabilmente per il solito pregiudizio nei confronti delle serie sci-fi o fantasy.

Mad Men (Season 5)

4 – Mad Men – AMC

Il ritorno di Don Draper e degli anni ’60 di Matthew Weiner dopo un anno e mezzo di attesa non ha certo tradito le aspettative, con una stagione che ha allontanato dalla serie le accuse (infondate a mio avviso) di un eccessiva freddezza e staticità, riservando non poche sorprese ed altrettante emozioni.  E’  stato infatti l’anno della nuova signora Draper, assai poco incline ad occupare il ruolo di moglie-trofeo, e  del suo ormai famosissimo Zou-Bisou, l’anno dell’arrivo dei Rolling Stones a New York,  della prima impiegata di colore alla Sterling Cooper Draper Price, e dell’arrivo del primo vero aspirante al “trono” di Don, ovvero il giovane copywriter  di origine ebrea Michael Ginsberg, le cui idee sono più in sintonia col presente di quelle del protagonista.  Ma soprattutto è l’anno dell’addio di Peggy all’agenzia, di una scelta coraggiosa di Joan  e della crisi personale e lavorativa di Lane.

Il tutto esaltato da interpretazioni da applausi, con Elizabeth Moss e la sua Peggy su tutti: i suoi duetti con Jon Hamm sono da incorniciare, soprattutto quello dopo che lei ha finalmente trovato la forza e il coraggio di abbandondare l’agenzia.

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3 – Game Of Thrones – HBO

Con il dispiegamento completo delle forze in campo e l’entrata in gioco di nuove  pedine, più o meno importanti, come Stannis Baratheon, Ser Davos Seaworth, Melisandre, Margaery e Loras Tirell, Brienne de Tarth e Ygritte, nella seconda stagione della serie tratta dal ciclo fantasy di George R.R. Martin si susseguono come di consueto tradimenti, omicidi, nuovi amori ed alleanze inaspettate senza nulla risparmiare allo spettatore. Continua così il racconto corale, epico ed intimistico  insieme,  dell’avvincente saga per la conquista del Trono di Spade e il controllo delle terre di Westeros, che culmina con la spettacolare battaglia di Blackwater Bay, combattuta tra i Lannister, i Tyrell e i Baratheon per il controllo di King’s Landing.
Ma l’inverno è ormai alle porte, e con lui nuovi ed inaspettati partecipanti si uniscono al gioco dei troni …

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2 – The Hour – BBC

La serie della BBC sulla BBC degli anni ’60 creata da Abi Morgan, dopo esser stata la vera rivelazione del 2011 conferma e rilancia le ottime qualità mostrate l’anno passato, sia in termini di compattezza della narrazione  che di ricostruzione storica e di capacità interpretative, ottenendo con pieno merito la piazza d’onore e lasciandoci con il fortissimo desiderio di continuare a seguire le vicende, professionali e private, di Freddy, Hector, Bel e di tutti i componenti dello staff dietro le quinte della trasmissione di indagine giornalistica The Hour.

Sospinta di nuovo dal fiuto giornalistico e dall’inesauribile passione di Freddie Lyon, richiamato dopo una breve pausa “riflessiva” nel continente e negli States, stavolta la redazione si concentra su uno scandalo a sfondo sessuale che dapprima coinvolge in prima persona Hector, per poi rivelare ramificazioni che affondano le radici nel mondo politico e finanziario della capitale inglese.  Ma stavolta la posta in gioco è alta e il prezzo da pagare per la sete di verità e la ricerca dello scoop a tutti i costi rischia di esser molto alto, soprattutto per Freddie. Incredibili le interpretazioni del cast, con Oona Chaplin (splendida nel ruolo di Marnie, la moglie di Hector) , Dominic West, Romola Garai e Ben Whishaw su tutti, quest’ultimo giustamente scoperto anche dal cinema con i recenti Skyfall  e Cloud Atlas. E quel bacio vale tutta l’attesa e tutta la stagione …

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1 – Sherlock – BBC

La seconda trilogia delle avventure di Sherlock Holmes nel 21 secolo, nata dal perfetto connubio artistico tra Cumberbatch, Freeman, Moffat e Gatiss raggiunge vette di perfezione a cui nemmeno la seppur bellissima prima trilogia ci aveva preparato. Il duello con l’arcinemico Moriarty, con la variante della “Woman” Irene Adler,  giunge al suo fatale compimento in un arco narrativo iniziato con A Study in Pink e terminato con The Reichenbach Fall, con un duello verbale e mentale che fa letteralmente scintille: un pezzo di bravura dei due attori  che entra di diritto tra gli instant classic della tv.

Un Cumberbatch che continua ad esser perfetto nel ruolo, arricchendo se possibile  le sfaccettature del suo personaggio (e  God Knows Why nessuno lo abbia ancora premiato !!!), un Freeman da incorniciare nel ruolo del compagno perfetto,  uno per tutti il suo monologo finale davanti alla tomba dell’amico, Andrew Scott sublime e folle villain, Lara Pulver intelligente e seducente femme fatale, nonchè perfetto “terzo incomodo” delle “coppie” formate rispettivamente da Sherlock-Watson e Sherlock-Moriarty …

E si potrebbe continuare con tutto il cast di contorno, con la regia, la sceneggiatura, i mille riferimenti al canone, le invenzioni visive,  le comparsate illustri, come quella di Russel Tovey in The Hounds of  Baskerville (Mr Holmes, they were the footprints of a GIGANTIC hound) e le battute memorabili:  senza alcuna ombra di dubbio con lo Sherlock di Moffat e Gatiss ci troviamo di fronte a un pezzo di storia della televisione,  senza se e senza ma. In attesa della terza e probabilmente ultima stagione, per cui dovremo attendere, ahimè, fino ai primi del 2014 …

Si chiude così la top ten: grandi escluse sono due serie di cui ho sentito parlare molto bene, ovvero The Newsroom della HBO, che segna il ritorno di Aaron Sorkin al mondo delle serie dopo l’oscar per la sceneggiatura di The Social Network  e la mini-serie The Hollow Crown della BBC , adattamento in 4 parti della trilogia shakespeariana composta da Riccardo II, Enrico IV ed Enrico V, che mi riprometto di recuperare come buon proposito seriale per il 2013 appena cominciato

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