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La pur bella seconda stagione, densa di drammatici avvenimenti storici come la Prima Guerra Mondiale e l’epidemia di influenza spagnola, aveva offerto in patria il fianco ad alcune critiche  al suo autore (alcune ampiamente condivisibili) riguardanti scelte narrative discutibili, con episodi  un po’ troppo melodrammatici (tutto l’episodio di Edith e del “redivivo” Patrick) ed escamotage artificiosi creati appositamente per ritardare eventi divenuti ormai improrogabili. (Matthew e Mary, anyone?)

Con il doppio episodio speciale di Natale si può dire che Julian Fellowes si sia riscattato da tutte le eventuali accuse, e che abbia  riportato D.A. ai livelli di eccellenza della prima stagione anche dal punto di vista narrativo,  tali e tante sono le emozioni che si sono concentrate in un ora e mezza di narrazione,  che da sola vale quasi come una stagione intera, e che ci fa attendere con ancor più rinnovata speranza il prossimo autunno per la successiva.

ATTENZIONE: Nel testo seguente ci sono pesanti spoiler sulla trama della serie e dell’episodio, quindi proseguite a vostro rischio e pericolo

Previously, on Downton Abbey: avevamo lasciato il povero Bates in attesa di giudizio per l’omicidio (di quella bitch) della moglie, con la sua neosposa Anna in angoscia per il verdetto, Lady Sibille in fuga d’amore verso l’Irlanda con il suo futuro sposo nonchè autista di famiglia,  Branson, e la tormentatissima coppia Matthew e Mary sempre più tormentata, con lui dominato da un’enorme senso di colpa nei confronti della defunta Lavinia  e lei costretta al matrimonio da Richard con il ricatto di render pubblico lo scandalo della morte di Mr. Pamuk e disonorare così l’intera casata.

Con una delle tipiche ellissi cui la serie ci ha abituato, il racconto riparte dalla mattina di Natale del 1919, in cui il conte e la contessa consegnano i regali alla servitù, e già dalle prime battute le emozioni non mancano, in quello scambio di sguardi tra Lady Mary e Anna che si svilupperà nel corso dell’episodio in una vera propria intesa tra le due donne, che potrebbe vederle addirittura condividere un comune destino, e ampio merito va dato alla Froggatt e alla Dockery per l’intensità emotiva che sono in grado di trasmettere lungo il corso di tutto l’episodio.

Ai festeggiamenti nella casa, in tono minore sia ai piani alti che a quelli bassi per l’imminente processo a Bates, si uniscono alcuni ospiti speciali come la sorella di Robert, Rosamund (Samantha Bond), accompagnata dalla sua nuova domestica, e  Lord Hepworth (la guest star Nigel Havers), vecchia conoscenza di Violet, la contessa Madre, che saranno coinvolti in una delle sottotrame dell’episodio, ovviamente incentrato sia sull’esito del processo che sulla relazione tra Matthew e Mary, con Richard a fare da sempre più ingombrante ostacolo alla loro unione.

Ma, inaspettatamente, è proprio una delle sottotrame quella che ho trovato tra i momenti più toccanti di tutto l’episodio, insieme agli scambi tra Lady Cora e Mrs Hughes all’indomani del verdetto di colpevolezza di Bates, o a quelli tra Daisy e la contessa Madre Violet, o alla partecipazione accorata e dolente alle pene di Anna da parte di tutti i membri di quella ideale famiglia allargata costituita dagli abitanti di Downton Abbey.

Ed è quella che riguarda l’evoluzione del personaggio di Daisy, cui da’ volto ed anima la giovane Sophie McShera,  sia quando prende coscienza delle sue acquisite capacità lavorative e trova il coraggio di chiedere un avanzamento a Mrs Patmore, ma soprattutto quando decide di abbracciare completamente l’amore paterno offertole da suo suocero, il padre di William, accettando con esso l’inatteso  dono  del destino di un sincero affetto non richiesto.

Ma ovviamente tutta l’attenzione è concentrata su Matthew e Mary: entrambi infatti nel corso dell’episodio dovranno affrontare i propri “demoni”,  e se lui da un lato verrà spronato dalla madre a non negarsi la felicità nascondendosi dietro alla defunta Lavinia, lei dall’altro troverà il completo appoggio ad abbandonare Richard da parte del padre, che una volta appresa dalla moglie Cora la verità sulla morte di Mr Pamuk, si schiererà completamente dalla parte della figlia,   riscattando così con un commovente slancio di amore paterno il momento di “debolezza” attraversato durante la guerra.

A questo punto, dopo tanto soffrire da parte loro e da parte di noi spettatori,  a Michelle Dockery e a Dan Wilson non resta che recitare la scena che tutti i fan della serie attendono dal primo momento che li hanno visti insieme, con lui in ginocchio e tutto quanto …

Nel complesso un episodio assai denso e ricco di sfumature che questo mio riassunto riesce solo in parte a raccontare, e che ci ha regalato emozioni piccole e grandi,  ma che soprattutto ha riportato al centro del racconto quello che a parer mio è il cuore pulsante e la vera anima della serie, ovvero il riuscire a trasmettere quel senso di compassione tra persone così lontane per storia personale, origini ed aspettative di vita, ma accomunate dalle stesse paure e dagli stessi desideri comuni a tutti gli esseri umani.

Sir Richard, life is a game in which the player must appear ridiculous

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