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Aldo Busi (personaggio provocatorio e trasgressivo, di cui non condivido il modo di esprimersi ed agire, e che viene invitato apposta negli show televisivi per portare trasgressione e provocazione)  viene espulso da qualsiasi trasmissione RAI perche’ secondo la direzione RAI, ha insultato il Papa: infatti durante L’isola dei Famosi, con un’uscita appositamente provocatoria e plateale, ha lanciato un’esca a cui i servi della gleba cattolica non potevano resistere, e infatti puntualmente e’ arrivata la scomunica per l’infedele.
La gravissima offesa e’ che,  riferendosi implicitamente al Papa,  ha detto che “Gli omofobi sono degli omosessuali repressi” ( che peraltro a volte e’ vero, perche’ come dice un vecchio detto, La lingua batte dove il dente duole: se non ci credete, tornate a vedervi American Beauty)

Quindi  la grave offesa e’ che gli ha dato dell’omosessuale.

Aspetta, lo ridico: dare dell’omosessuale a uno e’ un offesa.
Aspetta, che lo dico meglio: anche solo supporre di una persona che puo’ anche solo vagamente essere omosessuale, e’ un’offesa.

Ogni commento e’ superfluo. Ogni campagna di sensibilizzazione inutile, se poi il pubblico da’ ragione alla Chiesa (ovvero il Potere)  e torto a Busi, (ovvero il privato cittadino che esprine la sua opinione democraticamente, anche in maniera “inappropriata”)  personaggio indubbiamente provocatorio e controverso, come lo era del resto Oscar Wilde, (anch’esso gay e perseguitato ed incarcerato per i suoi gusti sessuali) , anche se Busi e’ personaggio decisamente di diversa statura,  sia come scrittore che come personaggio.

Qui di sotto, riporto un belllissimo spot che fa parte di una campagna di sensibilizzazione rivolta agli adolescenti contro il bullismo e i soprusi subiti dai giovani gay, ovviamente girata in Inghilterra (e dove se no?), per correggere nelle persone il brutto vizio di chiamare gay qualcosa di stupido, o di inutile, o di schifoso:

Per chi non sa l’inglese, nella scenetta le due cassiere, che si chiamano Ann e Julia, parlando tra di loro dicono che qualcosa di stupido o sgradevole e’ gay, e la cliente che arriva ribatte dicendo che e’ “Ann-e-Julia” e continua spiegando che il loro comportamento e’ stupidamente offensivo perche’ e’ come se qualcuno usasse il tuo nome, ovvero quello che sei, per descrivere qualcosa di stupido o sgradevole.In Italia la signora sarebbe stata d’accordo, oppure magari avrebbe fatto una risatina imbarazzata, facendo finta di niente, dimostrando  in realta’ di esser d’accordo: quando qualcuno dice qualcosa di offensivo nei confronti di un’altro essere umano, che non ha alcuna colpa se non quella di esistere, non si dovrebbe tacere, perche’ prima o poi ci potremmo trovare nei suo scomodi panni.

Questo non significa automaticamente insultarlo,  perche’ poi si passa dalla parte del torto:si  puo’ provare a  spiegare educatamente perche’ quello che dice e’ sbagliato,  a volte puo’ funzionare.

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