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Attenzione: il testo seguente contiene CRUCIALI spoiler sulla prima stagione

Dopo aver visto Vows, la season premiere della seconda stagione di Dollhouse, si puo’ dire che Whedon si sia preso la sua bella rivincita sulla FOX, proponendo un’ episodio che ricorda molto da vicino Echo,  il pilot  rifiutato dal network,  ovviamente   aggiornato agli avvenimenti e alle rivelazioni dello scorso bellissimo finale di stagione; e tenendo conto ovviamente anche degli avvenimenti “futuri” descritti in Epitaph One.I bassissimi ascolti registrati dall’episodio stanno a dimostrare due cose: primo, chi non ha visto la prima stagione E l’episodio “perduto”, Epitaph One, e’ irrimediabilmente tagliato fuori dai giochi, e secondo, la parte “procedurale” dell’episodio, quella riguardante Echo, e’ ormai abbastanza irrilevante ai fini dello sviluppo della vicenda “orizzontale” di Dollhouse, che ormai ha assunto un ruolo talmente predominante come peso e come spessore da non poter piu’ essere relegata a sequenze di contorno.
E terzo, a causa degli scarsi ascolto purtroppo la serie potrebbe avere i giorni (o gli episodi) contati …. ma cerchiamo di essere ottimisti.
Star assoluta dell’episodio, cosi’ come del resto nell’arco degli ultimi quattro episodi, Briar Rose, Omega, Epitaph One e questo Vows, non e’ sicuramente la Dushku con il personaggio di Echo, ma Amy Acker, che con il personaggio della Dr. Claire Saunders e con le sue interazioni prima con Boyd e poi, in particolare, con Topher da’ vita ad alcuni dei momenti piu’ intensi, strazianti e densi di significato di tutto l’episodio,  se non di tutta la serie, almeno per quel che si e’ visto finora.
E se quello con Boyd si carica di particolari significati se legato ai frammenti di futuro visti in Epitaph One, e ci fa riflettere sulla somiglianza tra Doll e esseri umani, sottolineata da Boyd, l’incontro-scontro a due riprese con Topher rivela tutto il dramma di Claire, Doll inconsapevole che da un lato non vuole rinunciare alla sua personalita’ finta  per non “morire”  e dall’altro rifiuta il suo imprinting come il frutto della mente malata di un’adolescente megalomane.
Spiace quindi vedere ancora sempre e solo la Dushku nei titoli di testa,  (anche se e’ quella “che paga”, visto che la serie e’ prodotta da lei e da Whedon)  mentre la serie potrebbe tranquillamente evolvere in un qualcosa di corale, visto che le parti piu’ interessanti sono le sottotrame degli episodi, come nel caso di Vows, in cui sono molto piu’ interessanti le parti “di contorno” con la DeWitt,  Boyd, Topher e la Saunders che quelle principali della missione sotto-copertura di Echo insieme a Ballard, anche se entrambi fanno un buon lavoro, e la modalita’ “berserk” di Echo,  gia’ vista in quel gioiellino che e’ Man On the Street,  e’ sempre un bello spettacolo da vedere …

Vows e’ quindi certamente una partenza di stagione coi fiocchi, che mantiene le promesse e le premesse degli ultimi episodi della prima, anche se il fatto che la Saunders se ne sia andata, complice il fatto che la Acker ha firmato un contratto per un’altra serie,  Happy Town, ha privato Dollhouse di uno degli elementi a mio avviso cruciali per la vicenda, anche se fortunatamente e’ gia’ previsto il suo rientro per alcuni episodi; speriamo che Whedon nella sua saggezza sappia colmare il vuoto con i personaggi di Summer Glau e Alexis Denisof, intravisto nell’episodio appena trasmesso.

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