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 Attenzione Spoiler : Ovviamente, se non avete seguito la quarta stagione e in particolare gli ultimissimi episodi, non leggete nulla di cio’ che sta qua sotto.


C’era molta attesa per il finale di una delle serie televisive che piu’ hanno caratterizzato gli ultimi cinque anni del panorama televisivo, sia nell’ambito della fantascienza che in quello piu’ generale della televisione di qualita’.
Stiamo ovviamente parlando di Battlestar Galactica, serie capolavoro che si e’ conclusa in USA un paio di settimane fa con l’episodio doppio Daybreak pt 2a, che ha lasciato dietro di se’  non pochi strascichi e polemiche e alimentato parecchie discussioni sul web, com’e’ giusto che sia per una serie che ha cosi’ fortemente appassionato e coinvolto i fan e gli spettatori in genere.
Personalmente ho trovato il finale coerente con lo sviluppo dell’ultima stagione, e con l’andamento dell’intera serie, anche se forse il tutto e’ avvenuto un po’ troppo in fretta per riuscire a chiudere un’intreccio cosi’ complesso e articolato, intreccio che ha coinvolto un numero di personaggi decisamente superiore a qualsiasi altre serie in circolazione (a parte forse Lost).
Proprio la chiusura delle singole vicende personali e’ stato il focus della seconda parte del doppio episodio finale, e forse la parte piu’ “affrettata” di tutta la vicenda, visto che e’ stato dato troppo poco tempo agli spettatori per dare l’addio definitivo a personaggi che,  piu’ di altre serie, erano divenuti di settimana in settimana  persone vere, compagni di viaggio, amici e confidenti.
La spiegazione del “mistero”, dal mio punto di vista, e’ stata soddisfacente anche se forse in un certo senso troppo “facile”, mentre le scelte dell’equipaggio del Galactica, cyloni compresi, le ho trovate tutte coerenti con l’evoluzione dei personaggi, anche se alcune strazianti e terribilmente malinconiche.

Il senso finale e’ quello di un nuovo inizio, di un ciclo che si rinnova, che e’ in fondo il tema ricorrente di tutta la serie, e di come la necessita’ di questo rinnovamento sia insita nella natura umana, o meglio nella natura di qualsiasi essere senziente,  biologico o cibernetico che sia, che si trovi a sperimentare l’umanita’ in tutta la sua complessita’, in quel groviglio inestricabile di passione, intelligenza, pieta’,  amore, violenza, rabbia e odio che caratterizza cosi’ profondamente noi umani.
Cyloni ed umani come un’unico inscindibile perche’ entrambi  accomunati dallo stesso imprescindibile  bisogno di trovare risposte a domande che da sempre e per sempre ci perseguitano e ci accompagnano: dove vado, da dove vengo, perche’ sono qui.

Ron Moore, creatore della serie, che ha firmato il suo capolavoro con un gustosissimo cameo nel sottofinale,  si e’ dichiarato nel complesso soddisfatto del finale della serie e ha rilasciato un’intervista dopo l’episodio finale insieme al resto dello staff , in cui ha chiarito qualche quesito rimasto in sospeso, e ha dato qualche interpretazione personale ed impressione sul gustosissimo cameo per le strade di NYC.
Personalmente ho particolarmente apprezzato proprio l’ironia di quel sottofinale, con “Head” Gaius e “Head” Six a braccetto per Times Square, perche’ chiarisce, a scanso di equivoci, che la cosiddetta divinita’ , a cui non piace esser chiamato dio ,  non e’ affatto il Dio cattolico, ma un TPTB, un qualcosa che non abbiamo visto e che non ci e’ dato conoscere, entita’ misteriosa almeno quanto The final five prima che si rivelassero, e probabilmente umana e capricciosa quanto loro … 
Ed ora la parola ai protagonisti, per un’ultimo addio a tutti gli spettatori di BSG …

http://www.movieweb.com/v/VIqmNrtrRB4aty

“The fraking best job I’ve ever had”
“The best show on television”
“A five year movie”
SO SAY WE ALL !!!

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