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Camminando per la citta’ di Wurzburg, in bassa Baviera, capita di vedere spettacoli singolari.
Ci si puo’ imbattere ad esempio in uno dei tanti capolavori dell’arte italiana sparsi per il vecchio continente e sconosciuti ai piu’, entrando nella magnifica Residenz, ed ammirando gli affreschi del Tiepolo che adornano la cappella del palazzo e le sale interne,  ed in particolare quello , enorme e magnifico, sullo scalone principale, raffigurante un’allegoria dei quattro continenti che rendono omaggio al principe-vescovo che ha commissionato l’opera nel 1700
Ci si puo’ interessare ai lavori di ricostruzione che sono stati necessari per riportare il palazzo all’antico splendore dopo che i bombardamenti alleati nel ’45 l’avevano quasi completamente distrutto, e al minuzioso lavoro dei restauratori che hanno speso cinque anni, tanti quanti ce n’erano voluti per costruirla,  per rendere giustizia ad una delle sale pu’ belle, la Sala Verde, alle cui pareti sotto alla vernice verde acqua era stesa una sottile lamina d’argento per dare particolare luminosita’ alla stanza, e il cui pavimento intarsiato in legno e’ stato interamente smontato e ricostruito con pazienza certosina.
Si puo’ ammirare il panorama della citta’ vecchia dall’antico ponte sul Meno, adornato dalle statue dei grandi del passato, tra cui Carlo Magno, che qui in Franconia era di casa, o dalla fortezza di Marienberg che domina la citta’ dall’alto della collina.
E si puo’ esser testimoni della civilta’ di un popolo, osservando una coppia di gay passeggiare mano nella mano in pieno sole  per le vie del centro,  senza che nessuno si volti a guardarli o faccia commenti, e rendersi conto che uno spettacolo cosi’ in Italia e’ difficile vederlo,
Puo’ sembrare incredibile, se consideriamo il fatto che il popolo tedesco solo 60 anni fa aveva al potere uno che li gassava, gli omosessuali, insieme ad ebrei, zingari, comunisti ed handicappati.
E  fa riflettere sul fatto  che l’orgoglio di essere italiani che ci viene dai tesori del nostro passato, e dalla bellezza e la creativita’  della nostra arte, troppo spesso viene svilito dalla maleducazione e dall’incivilta’ del presente.
Ma se i tedeschi hanno imparato una lezione, anche noi forse possiamo impararla, e smettere  di nasconderci dietro belle parole, discorsi programmatici,   o falsi dei, ed imparare a rispettare gli altri per quello che sono, senza se e senza ma.
La strada e’ lunga, ma non impraticabile.
Percio’ mi unisco a lui, nell’augurare
Buon Gay Pride a tutti.

(continua, in un’altro viaggio)

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