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Casualties of War,  le chiamano, vittime di guerra, come se non avessero nome e cognome e famiglia e parenti ed amici, e vita, almeno finchè non gliel’hanno tolta, finchè qualcuno non ha fatto un’errore che è costato una vita.
Già , un’errore….
-Wounded journalist Sgrena and killed one security agent- dice il rullo delle news della CNN, mentre incredulo guardo il notiziario.
Già perchè una persona è one, 1, un numero,
solo una cifra che s’aggiunge al macabro libro di morte che si sta scrivendo col sangue di persone innocenti, solo un’altra tacca nella conta che scandisce le morti presenti o future dalla nostra parte, quella dei vincitori e dei liberatori, perchè tanto dell’altra chissenefrega.

Casualità,
dicevo, come se la Morte in Guerra fosse casualità, e non preciso disegno, nonchè progetto politico, strategia di potere e convinzione ideologica.
L’uno che è morto, non è tanto importante che sia stato un’eroe, ed eroe lo è stato per davvero, e nella forma più pura d’eroismo, che è quella di donare la vita per quella altrui.

Ciò che e’ importante è che NON doveva succedere, che quella persona NON doveva morire, NON lì e NON in quel modo, e poco importa delle responsabilità ….

Ma quando muoiono persone che NON dovrebbero, allora bisognerebbe fare tutti un passo
indietro, sospendere i giochi, o i festival, perché lo spettacolo va avanti finchè ha un senso che lo faccia, e bisognerebbe riflettere sul significato di quello che si sta facendo, sui veri motivi che ci spingono ad essere in un posto dove nessuno ci ha invitati, a portare ad altri la Civiltà, come se noi ne avessimo in eccedenza e non sapessimo che farcene.

Morto per Errore, dicono.

Già, le parole per me sono fonte di continua meraviglia, quasi magiche direi, basta
cambiare una vocale e ti ritrovi dalla parte sbagliata della barricata, e l’Errore diventa Orrore, e ti ritrovi ad Auschwitz, o in un Gulag sovietico.
Invece con l’Errore no, con l’Errore sei al sicuro, fai parte della progredita ed
evoluta Civiltà Occidentale, quella che si indigna e si ribella, e che per voce
della signora Fallaci si domanda perché gli altri possono usare la violenza e
gli Stati Uniti no, perché i cosiddetti cattivi sì e noi occidentali no,
perché solo noi che siamo i cosiddetti buoni non possiamo farlo.
La sua risposta, cara signora Fallaci, così semplice che la capirebbe anche un bambino, l’ha trovata oggi, scritta col sangue di un innocente.
Perché se muore anche una sola persona innocente, eroe o non eroe che sia, nulla ha più
senso, perché chi ha il senno lo deve usare anche per gli altri, anche per
quelli che ti vogliono uccidere, anche a costo di farsi uccidere.

Perchè duemila anni di civiltà non possono condurre a pensare che l’unica risposta alla violenza sia la violenza, altrimenti possiamo buttare a mare tecnologia e computer, letteratura, arte e scienza e tornare ad abitare in una grotta, vestiti di pellee a picchiarci con una clava, almeno così non distruggeremo anche il pianeta, oltre che a noi stessi…

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